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ALLERGO TEST

 

 

ALLERGO TEST

Questo test è stato liberamente tratto dal gioco "SAFE KIDS TRIVIA" di SAFE4KIDS e si rivolge a bambini/ragazzi dai 7 anni in su. Ecco una tipica giornata scolastica: sai come comportarti? http://www.safe4kids.ca/content/playground/playground.asp

Prova a rispondere alle seguenti 10 domande e ....... ....... BUON DIVENTIMENTO!!

 

 

 

 

Il Decalogo per un pasto sicuro

 

Ed ecco il decalogo di Cibo Amico per realizzare un pasto senza allergeni, sicuro per chi ha allergie e squisito per tutta la famiglia!

Per un Festa …. ‘con amore e senza allergie’!

1. Igiene mani.

Lavare molto bene le mani con acqua e sapone prima di maneggiare il cibo per chi ha allergie. Se si ha l’abitudine di usare guanti, comprarne un paio nuovo, scriverci sopra 'guanti senza allergeni' ed usarli solo per cucinare le ricette senza allergene. Usare solo guanti latex free!

2. Igiene ambiente, utensili e accessori.

Pulire molto bene il piano di lavoro, i taglieri, gli utensili da cucina e tutte le pentole e piatti che saranno usati. Ricordarsi di lavare forno, scolapasta, mestoli e frullatori. Se possibile non usare utensili di legno perché più difficili da pulire; preferire acciaio e resina.

Curare anche la pulizia degli abiti indossati e della biancheria da cucina, tovaglia, tovaglioli, asciughini e presine compresi.

3. Scelta del menù.

Elaborare un menù tenendo presente le allergie: scegliere pietanze che non prevedono l’uso dell’alimento vietato o che permettono di sostituirlo con facilità. In genere i genitori sono esperti in questo ambito: consultarsi con loro è sempre opportuno per chi è poco pratico di cucina per allergie alimentari.

4. Verifica ingredienti.

Leggere con attenzione tutti gli ingredienti di ogni alimento, sia al momento dell’acquisto, sia prima di usarlo. Accertarsi che non contenga l’allergene: nel dubbio non usarlo. E’ bene sapere che l’allergene può comparire in etichetta con diciture ingannevoli o poco riconoscibili (ad esempio: la dicitura 'Caramello' può indicare la presenza di latte, la dicitura 'Lisozima' indica presenza di uovo, la dicitura 'Additivo alimentare 322' indica presenza di arachide, etc etc..).

Non chiedere consiglio al venditore (purtroppo spesso le allergie sono confuse con le intolleranze) ma direttamente ai genitori che conoscono con esattezza gli ingredienti sicuri.

5. Preparazione alimenti

Mai preparare né cuocere contemporaneamente pietanze senza allergene e pietanze con l’allergene: un banale scambio di mestoli può causare reazioni pericolose per la vita. Dare sempre la precedenza alla preparazione dei menu senza allergeni.

Attenzione! alcuni soggetti particolarmente sensibili, non possono mangiare cibi cotti in forni non dedicati al senza allergene: verificare in anticipo con i genitori se la cottura in forno è adatta e sicura.

Accertarsi sempre dell’igiene del forno e usare teglie ‘usa e getta’ per evitare contaminazioni.

6. Conservazione in frigorifero o in dispensa.

Le pietanze senza allergene, se non immediatamente mangiate, dovranno essere conservate in contenitori ben puliti e chiusi ermeticamente sui quali sarà scritto chiaramente ‘cibo senza allergene’ usando un pennarello indelebile. Questi contenitori verranno collocati nel ripiano più alto del frigorifero, in modo che briciole o gocce di altri allergeni presenti nel frigorifero non possano cadere inavvertitamente sui contenitori, contaminandoli.

Ugualmente importante è richiudere bene tutte le confezioni di alimenti senza allergeni che non necessitano del frigorifero. E’ importantissimo non togliere i prodotti dalla confezione originale; in questo modo sarà sempre possibile verificarne gli ingredienti. Mai aggiungere nella confezione di prodotti senza allergene, rimanenze di prodotti simili ma con ingredienti diversi!

7. Conservazione in congelatore.

Se si decide di cucinare in anticipo le pietanze senza allergene per poi congelarle, ricordarsi di scrivere in evidenza sulla busta o sulla scatola da freezer che quel alimento è senza l’allergene usando un pennarello indelebile.

Porle nel congelatore in una zona dedicata, magari riunendo le confezioni dei cibi senza allergene in una grande busta chiusa, lontano da altri alimenti.

Quando sarà il momento di usarli, verificare che ci sia la scritta di alimento senza allergene; non utilizzare in caso la scritta non sia chiaramente leggibile o in caso di dubbio.

8. Come scongelare.

Non scongelare mai nel forno a microonde altri alimenti insieme ai cibi senza allergene. Verificare sempre che il forno a microonde sia perfettamente pulito prima di introdurvi il cibo destinato a chi ha allergia alimentare. 

9. Come servire gli alimenti.

L’ideale è che in tavola ci siano solo cibi senza allergene.

Se il menù invece prevedesse alcune pietanze senza allergene e altre invece con l’allergene, bisognerà collocare in tavola gli alimenti in vassoi o contenitori puliti, in modo che gli alimenti senza allergeni siano ben identificabili e lontani dagli altri cibi (ad esempio mettendo i cibi senza allergene in contenitori rossi del tipo ‘usa e getta’ e i cibi con l’allergene in contenitori di altro colore e materiale diverso).

In ogni contenitore dovranno esserci le posate per potersi servire: in questo modo eviteremo il rischio di scambi di posate.

E’ opportuno non offrire alimenti simili a quelli senza allergene (ad esempio non offrire grissini col glutine e grissini senza glutine: il rischio di confonderli è troppo alto).

In caso di menù ‘misto’ cioè con e senza allergene, è importante servire sempre per primo chi ha allergie alimentari.

Ribadiamo che comunque, soprattutto in pranzi affollati, vivaci e lunghi come quelli del periodo natalizio, è più sicuro che il menù preveda solo cibi senza allergene.

10. Regole d’igiene per tutti.

Insegnare a tutti i commensali a lavarsi bene le mani col sapone prima di toccare un cibo senza allergene, anche se lo stanno prendendo per mangiarlo loro stessi.

Ad esempio, se chi ha mangiato patatine al formaggio vuole assaggiare anche quelle senza formaggio, dovrà lavarsi la mano prima di prenderle, altrimenti la sua mano, sporca di briciole di patatina al formaggio, contaminerà le patatine senza formaggio e chi ha allergia al formaggio non potrà mangiarne più. Basta un briciolo a contaminare!

Per lo stesso motivo bisogna evitare di mangiare alimenti con l’allergene in giro per casa, su divani, tappeti, in camera; cadrebbero certamente briciole ovunque e tutto andrebbe ben pulito.

Meglio mangiare solo a tavola e dopo andare a lavarsi bene mani e bocca: poi correre a giocare tutti insieme senza rischi per nessuno!

E le ricette?

Non è Festa se non si organizza un bel menù ricco e saporito: ecco il link al sito di Ricette Senza! Adesso vi resta solo l’imbarazzo della scelta!

 

Per la versione scaricabile clicca qui o sull'immagine in alto 

 

 

Buon Appetito e Buona Festa a tutti!

LA TERAPIA

La sola terapia per le allergie alimentari è la rigorosa dieta, priva di allergene anche in tracce. Però per chi abbia allergia ad alimenti di largo uso o per chi sia poliallergico seguire una dieta tanto restrittiva può essere veramente molto impegnativo e da alcuni anni l'ospedale pediatrico A.Meyer di Firenze offre la terapia sperimentale di Desensibilizzazione Orale mirata ad aumentare la tolleranza individuale all'allergene e ad abbassare sensibilmente il rischio di gravi reazioni allergiche in seguito ad accidentali errori nella dieta.

La Desensibilizzazione Orale agli alimenti consiste nella lenta e graduale somministrazione di quantità progressivamente crescenti dell'alimento in causa in quei soggetti con storia di reazioni immediate di tipo allergico confermate da una attenta valutazione allergologica. Lo scopo è far si che l'organismo "tolleri" pian piano l'alimento a cui è allergico.

La Desensibilizzazione viene svolta in ambiente ospedaliero, in regime di ricovero o in Day Hospital (in particolar modo durante le fasi di incremento della dose) in modo da poter garantire un intervento tempestivo qualora si verificassero eventi avversi tra cui anche lo shock anafilattico. A questo scopo, per tutelere al massimo la salute del paziente, può essere posizionato un accesso venoso con una agocannula.

In alcune fasi la Desensibilizzazione viene svolta a casa, con la somministrazione di dosi 'sicure' dell'alimento, secondo una tabella personalizzata sul paziente e definita scrupolosamente dal medico specialista.

La Desensensibilizzazione è una procedura non ancora standardizzata: vi sono vari schemi di attuazione, più o meno veloci, più o meno rischiosi, che vengono definiti in base alle caratteristiche cliniche ed allergologiche del paziente da desensibilizzare. In generale i tempi di attuazione possono essere molto lunghi (anche mesi) e l'impegno per il paziente, la famiglia e la struttura ospedaliera è elevato.

La Desensibilizzazione è una procedura gravata da un significativo numero di reazioni indesiderate come orticaria, prurito, edema delle labbra, tosse, mal di pancia, asma, difficoltà a deglutire.

Tali reazioni sono nella grande maggioranza dei casi facilmente gestibili con opportune terapie ed in genere tendono a diminuire nel tempo per frequenza ed entità. In alcuni casi però è possibile anche l'insorgenza di reazioni gravi che comunque in ambiente ospedaliero possono essere gestite nel modo migliore. Esiste infatti un protocollo di intervento rapido per le reazioni più gravi con eventuale facile accesso al Reparto di Terapia Intensiva.

In alcuni casi è possibile che si abbiano reazioni indesiderate nella fase di terapia condotta a domicilio del paziente, anche se nel trattamento domiciliare si cerca di ridurre questo rischio con somministrazioni giornaliere di dosi molto inferiori a quelle tollerate in ospedale. E' compito del medico specialista fornire adeguate informazioni scritte (piano terapeutico) sul trattamento delle eventuali reazioni e sul fatto che alcune condizioni particolari (forti stress, sforzo fisico, infezioni) possono facilitare reazioni non prevedibili. Per questo è necessario che i medici assicurino la possibilità di un rapido contatto telefonico: ad oggi il medico specialista fornisce nei casi più complessi il proprio numero di cellulare.

In genere con la Desensibilizzazione Orale si ottengono buoni risultati e la tolleranza parziale o totale all'alimento per circa l'80% dei casi. Tuttavia in un altro 20% il trattamento deve essere sospeso per reazioni troppo frequenti e/o non prevedibili. La decisione di una eventuale sospensione viene presa insieme al medico specialista che valuta la situazione nel suo complesso.

Si ricorda che il ricorso a questa terapia deve essere valutato caso per caso, congiuntamente tra medico e familiari, considerando il rapporto tra benefici e rischi, e deve essere intrapresa solo in centri altamente specializzati capaci di assicurare un elevato grado di esperienza specifica e di sicurezza.

I risultati di questa ricerca hanno dimostrato l'efficacia e la sicurezza del metodo di desensibilizzazione rispetto a quello dell'eliminazione.

LA DIAGNOSI

Gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche sono le "IgE", dette anche "reagine". Sono abitualmente presenti in tutti gli individui.

Il test più utilizzato è il test cutaneo "prick-test". Con tale indagine si fa entrare in contatto una minima quantità di allergene con la cute lievemente scarificata del paziente con l'ausilio di particolari lancette dalla punta molto piccola. Se il paziente ha anticorpi IgE specifici si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con prurito (pomfo) in corrispondenza della sostanza cui è allergico il paziente.

Altro esame effettuato è la ricerca delle IgE specifiche nel sangue. Esistono esami che cercano solo determinate IgE ed altri che sono in gradi di ricercarne anche più di 100 con un unico prelievo, utilizzati quando dalla storia clinica non si riesce ad individuare la sostanza che causa l'allergia.

Infine il test di scatenamento in doppio cieco è il solo test in grado di verificare la presenza di reazione allergica e quindi il solo che sia ufficialmente riconosciuto a livello internazionale come Test Gold Standard.  Questo esame prevede la somministrazione di una sostanza (allergene o placebo) e la successiva osservazione dei sintomi. Neanche il medico che esegue il test è a conoscenza di quale sia la sostanza somministrata e quindi il paziente non è suggestionabile.

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